Linfa Eat Different

Locali·Vegetariano · Vegano
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esperienze sostenibili e sensoriali

Linfa Eat Different è il nuovo locale di Milano che punta sulla ristorazione sostenibile a 360 gradi. Una cucina completamente vegetale in un ambiente che trova espressione nella libera fusione tra natura e uomo.

La concezione “green” nello stile e nel design e l’utilizzo di materiale riciclabili si affiancano a temi attuali come lo spreco alimentare e l’economia circolare.

Le materie prime sono esclusivamente plantbased, biologiche, fresche e locali. Sul sito di Linfa è presente una dichiarazione del loro essere “trasparenti, autentici e fieri di esserlo”.

Una grande attenzione viene data al cliente che sarà accompagnato nella scelta di piatti in base alle sue esigenze alimentari per un’esperienza degustativa che coinvolge tutti i sensi.

Nel menù di Linfa Eat Different sono presenti pochi e semplici piatti suddivisi per portate. Troviamo 4 proposte per pinsa, sushi, poké e contorni e tre per i dolci.

Dal 4 maggio sono operativi con i servizi di asporto e consegne a domicilio sulle piattaforme di UberEats, Deliveroo e To Good To Go.

Lunedì 10 Maggio, inaugura finalmente il servizio al tavolo nello spazio dehor all’aperto che può ospitare sino a 16 persone.

InfoRMAzioni utili

QUARTIERE: Zona Tortona, P.ta Genova
INDIRIZZO: Via Bergognone, 24, 20144 Milano
ORARIO: attualmente solo delivery e asporto.
TELEFONO: +39 0247709236

EMAIL: info@linfamilano.it
SITO WEB: linfamilano.com

LA NOSTRA RECENSIONE

Giugno 2021

Decido di festeggiare i miei 15 anni insieme ad Andrea con una cenetta da Linfa, il nuovo locale vegano che da maggio ha aperto le sue porte in zona Tortona.

I gentili camerieri ci accolgono e ci accompagnano all’interno. Ci accomodiamo ai tavolini alti davanti al bancone. L’arredamento di Linfa richiama il loro concept con l’utilizzo dei colori rosa e verde; colori che richiamano l’integrazione dell’uomo con la natura. Tutto sembra studiato nei minimi dettagli: i colori tenui pastello del rosa e verde rilassano, il verde verticale incorniciato alle pareti accompagna nel mondo vegetale e l’oro dell’arredo e nei dettagli dona eleganza alla nostra esperienza.

A rendere tutto ancora più piacevole la gentilezza e la preparazione del giovane staff.

Il menù è diviso in poche e semplici sezioni: antipasti, primi piatti, secondi vegani, pinsa, sushi e dessert. Ogni piatto è descritto nei dettagli e accompagnato dalla propria fotografia.

Se volete dare un occhio, lo trovate qui. Optiamo per dividerci una pinsa, un sushi e un primo: per me la condivisione del cibo è pura gioia ma in pochi locali con una cucina vegetale provo quest’emozione.

In attesa dei nostri piatti, ammiro i cocktail colorati e invitanti che il barista prepara. In menù sono presenti anche soft drink sfiziosi tra i quali il kombucha (una bevanda fermentata), thè e birra artigianale.

Pinsa e sushi chiediamo ci vengano serviti come fossero i nostri antipasti. La pinsa “italianità” si compone di tre pomodori in diverse consistenze con salsa di pomodoro, datterini confit e pomodorino giallo fresco con olive taggiasche, origano e aglio. L’impasto è un classico pinsa composto da 3 diversi tipi di farine: riso, soia e frumento, preparato con lievito madre e lasciato lievitare 72 ore. Il risultato è un impasto leggerissimo, ben alveolato e croccante all’esterno, reso gustoso dall’abbondante condimento.

Il nostro sushi vegano è un uramaki ripieno di tofu marinato e asparagi con aggiunta di composta di fichi. Il wasabi viene preparato puro ed è davvero delizioso e quel piccantino giusto come piace a me. Intingo il mio sushi in poca salsa di soia per gustare a pieno i sapori.

Per i primi piatti optiamo per un risotto e un classico della tradizione italiana la pasta alla Norma. Il risotto è preparato co un riso Carnaroli mantecato con crema di piselli e zucchine alla menta con aggiunta di crema di peperoni rossi arrostiti a creare un contrasto di colori e gusto. Le piccole pannocchie e i piselli donano croccantezza al piatto. La Norma invece è preparata con paccheri di Gragnano ma la ricetta è rivisitata. A sostituire il sugo di pomodoro c’è una crema di melanzane, a cui è aggiunto del pomodoro confit che non copre il sapore della melanzana. Consistenze diverse e ottimi sapori che soddisfano il nostro palato.

Concludiamo e concludo anch’io la serata con il dolce: le occasioni importanti vanno festeggiate come si deve. Per me bicchierino molto particolare di frolla sablè alla mandorla con confettura di frutti di bosco al rosmarino, una crema chantilly alla vaniglia e frutti di bosco freschi. Andrea invece sceglie una sacher scomposta molto scenografica.

Devo rivelarvi un segreto: metà del mio dolce l’ha mangiato Andrea perché io ero davvero piena.

All’uscita scambiamo due parole con Edoardo, gentile proprietario di Linfa, a cui auguro tanta fortuna.

E voi l’avete già provato? Secondo voi nella foto in cui è ritratto Andrea, da quale parte di menù sarà rimasto sconvolto?

 

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