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Food&Science Festival 2020

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FoodScience-Festival-2020
Cibo e scienza uniti per il futuro

Si è da pochi giorni conclusa la quarta edizione del Food & Science Festival, che ha avuto come tema centrale la metamorfosi. Noi di Vita da Sani siamo stati a Mantova e vi raccontiamo il nostro festival. Avrei voluto avere il dono dell’ubiquità perché ci sono stati più di 100 appuntamenti, alcuni in presenza e altri online. Gli eventi affrontavano tematiche molto interessanti ma ovviamente ho dato priorità a quelli che si occupavano di approfondimenti sul cibo e agli incontri tenuti dai divulgatori che seguo costantemente sui canali social.
Ho avuto anche la fortuna di seguire incontri che vertevano su argomenti a me sconosciuti, tra i quali la Gastrofisica. Ma partiamo dall’inizio.

La presentazione del festival con Beatrice Mautino, biotecnologa e divagatrice scientifica, Mattia Palazzi, sindaco di Mantova e Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura di Mantova, ha messo da subito in luce il coraggio degli organizzatori e della città di Mantova nel voler confermare questa edizione in un anno così difficile come il 2020.
Il sold out degli appuntamenti c’è stato un’ora dopo l’apertura delle prenotazioni, un successo già in partenza. Il festival ha visto una grande partecipazione di un pubblico eterogeneo, non sempre avvezzo alle tematiche scientifiche come la sottoscritta, e con una gran partecipazione di pubblico giovane. Al Food&Science, cibo e scienza collaborano insieme: la sostenibilità, la comunicazione, il benessere animale, l’industria e l’agricoltura sono le grandi tematiche protagoniste delle conferenze.

La metamorfosi è il fil rouge che caratterizza questa edizione, intesa come la trasformazione che interessa l’uomo moderno e il pianeta terra. Si parla quindi di crisi climatica, una sfida che l’agricoltura, l’allevamento, le innovazioni tecnologiche sono chiamate ad affrontare e risolvere attraverso la scienza e la rivoluzione digitale. Si approfondisce il tema del rapporto tra uomo e cibo, in cui l’uomo deve divenire consapevole del cambiamento climatico e affrontarlo attraverso le scelte alimentari quotidiane. La pandemia Covid-19 si inserisce in queste tematiche e nella politica dell’alimentazione, dai mercati di Wuhan, all’assalto ai supermercati, di scorte di pasta, farina e lieviti e alla necessità di diminuire il consumo di carni.

La metamorfosi è anche quella che subiscono gli alimenti lavorati. Con Dario Bressanini e Guido Gobino scopriamo la storia del cacao dalla raccolta della fava al cioccolatino e le sue innovazioni tecnologiche nell’industria fanno da sfondo ad una degustazione sensoriale che rende lo spettatore consapevole. Tra le varie conferenze troviamo quelle sull’utilizzo dei lieviti nella trasformazione alimentare di birra, vino, pane e quella che racconta come l’aceto balsamico cambia la sua composizione a seguito di variazioni alle leggi della comunità europea. Poi le esperienze come la visita in latteria alla scoperta della produzione del Parmigiano Reggiano e un laboratorio per scoprire la fisica, la chimica e la biologia di grappoli, acini e mosti dell’uva.

Molti gli appuntamenti in cui i divulgatori presentano gli alimenti mostrandoli da originali punti di vista. Si inizia con Food Reputation del Progetto SmartFood Ieo, ovvero come cambia la reputazione degli alimenti. Un esempio: negli anni ’60 andava di moda la pastina glutinata, oggi il glutine è temuto da molti. Si continua con la Fondazione AIRC che affronta le bufale sul cancro senza fondamento scientifico. E poi lo showcooking di Sonia Peronaci accompagnata da Sara Olivieri, per me conosciuta come la mitica iniziolunedì che punta a sfatare i falsi miti sulle diete. Le nutrizioniste Ramona De Amicis e Francesca Ghelfi presentano il loro libro di ricette per tutti e cercano di fare chiarezza su una corretta e sana dieta e sulle calorie. Dario Bressanini si racconta in un dialogo su di sè e su com’è iniziata la sua vita in cucina, di come ha iniziato a pensare alle ricette della tradizione come veri e propri esperimenti di chimica. Non sono mancati i segreti delle verdure, che vi invito a scoprire nel suo ultimo libro “La Scienza delle verdure”. Anche Renato Bruni smaschera il mondo dei superfood e degli integratori con qualche consiglio su come stare lontani da bufale e falsi cibi miracolosi.

Cibo e sostenibilità è il tema trattato da Lisa Casali nel suo ultimo libro sulle grandi bucce, che racconta la grande ricchezza di ogni ortaggio, mostrando come riutilizzare alcune parti di frutta e verdura. Andrea Segrè e Stefania Villa di Atroconsumo presentano un’analisi sul lockdown della scorsa primavera e ai relativi cambiamenti delle abitudini dei consumatori, che si indirizzano verso un minor spreco di risorse.

Al Food&Science c’è anche chi studia il rapporto tra cibo e sensorialità come Charles Spence, professore di psicologia sperimentale che ci illustra la gastrofica come nuova scienza del mangiare, in cui neuroscienziati e chef collaborano per creare esperimenti sul cibo gustato attraverso i cinque sensi: si parla dunque di condimento sonico, cibo futurista, gastro pornografia, di piatti che si ispirano ai grandi pittori del passato e di come i  colori possono alterare il gusto.

Il sabato sera si conclude al Teatro Bibiena con uno spettacolo su passato, presente e futuro ideato da Antonio Pascale e accompagnamento musicale della Dirty Dixie Jazz Band. Attraverso foto, filmati, utensili e oggetti vari, scopriamo le storie dei protagonisti sul palco. Così Alberto Guidorzi ci racconta di un passato a cui guardiamo con malinconia, ma in cui si soffriva la fame.
Il cibo di una volta è un ricordo ancestrale e per evolverci abbiamo bisogno di cambiamenti che siano sostenibili: ecco la vera sfida che attende il futuro di agricoltura, genetica e comunicazione e su cui insistono tutti i protagonisti del festival.

La domenica mattina ci concediamo un’escursione sul lago a cura di Alkémica Cooperativa Sociale. Durante la navigazione ci raccontano delle specie alloctone di piante e animali che fino a quarant’anni prima non facevano parte del paesaggio dei laghi mantovani. A seguire una conferenza di Francesca Buoninconti sulle migrazioni che compiono gli uccelli e altre specie animali, durante le quali subiscono mutazioni di ogni tipo all’unico scopo di riprodursi. Se voleste approfondire questo straordinario argomento, trovate tutto sul libro “Senza Confini”.

Tanti anche gli altri appuntamenti in giro per la città: La scienza sul divano con le interviste di Ruggero Rollini a tanti ospiti; Multiversi Science, giovani scienziati in bicicletta che offrono sketch di esperimenti adatti ad adulti e bambini; e ancora i laboratori della Scienza al mercato e il mercatino di piazza Sordello. Per i più piccoli è presente uno spazio allestito dai Super Foodies di Essselunga con laboratori giornalieri per imparare un corretto stile di vita giocando.

Da segnalare la sorprendete installazione tra arte e scienza alla Loggia del Grano realizzata da Aurora Meccanico e Vincenzo Guarnieri. Organa è un modo innovativo per dialogare con lo spettatore rendendolo parte attiva di questa “Data Scultura”. Attraverso un app per smartphone siamo in grado di controllare la nostra presenza sulla terra e siamo incaricati di mantenerla in equilibrio con il semplice movimento del polso. L’obiettivo degli artisti è portare a riflettere  su quanto sia delicato l’equilibro in cui versa la salute del nostro pianeta.

In conclusione posso sicuramente dire che il Food&Science 2020 è stato un successo, sicuramente grazie alla presenza di scienziati, nutrizionisti, divulgatori molto conosciuti al pubblico. Io sono stata molto felice di incontrare divulgatori scientifici come Iniziolunedì, La_Effe, Dario Bressanini, Leguminosa, Ruggero Rollini, Divagatrice. Un enorme grazie agli organizzatori e ideatori Frame – divagazioni scientifiche, che hanno modificato con successo l’assetto del festival per creare degli eventi in grado di rispondere alle nuove normative sulla sicurezza anti Covid-19. E poi c’è Mantova, stupenda città rinascimentale dei Gonzaga. La scelta di dislocare gli eventi in diversi punti centrali della città permette di godere lo splendore dei suoi palazzi antichi, ad esempio il Teatro Bibiena vera e propria meraviglia architettonica.

Per me il festival è stata una grandissima riflessione su quanto accade intorno a noi, non si parla solo di Scienza in senso stretto, siamo tutti responsabili del nostro Pianeta e dobbiamo tutelarlo, ognuno con i propri mezzi. La Scienza in questo può aiutarci, può darci gli strumenti e la consapevolezza di cui abbiamo bisogno come “consumattori” per agire. Il futuro è adesso e dobbiamo salvarlo.

Vi segnalo il locale Bigoleria Al Torchio, dove abbiamo mangiato degli ottimi bigoli, pasta all’uovo artigianale tipica del mantovano, in questo caso preparati con tantissimi condimenti diversi. Il menù offre un condimento tutto vegetale con verdurine croccanti e crema di zucca e un tris di cereali completamente vegano. Anche se il locale offre poco altro in menù, le porzioni sono abbondanti, il conto supereconomico e potrete eventualmente optare per un antipasto della tradizione o un dolce.

Per quest’anno è tutto! Ci diamo appuntamento alla prossima edizione del Food&Science festival!

Se volete vedere qualche conferenza che vi siete persi o degli anni passati potete trovarle molto materiale sul canale Youtube [link] o sulla pagina Facebook [link] del Food&Science festival.

InfoRMAzioni utili

LUOGO: Città di Mantova
INDIRIZZO: vari luoghi
QUANDO: 2-4 OTTOBRE 2020
INGRESSO GRATUITO
TELEFONO: +39 0376 330711
SITO WEB: https://www.foodsciencefestival.it/
EMAIL: segreteria@mantovafoodscience.it

LA NOSTRA RECENSIONE

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