Crostata con i cuoricini

Ecco un altro dolce semplice e veloce da preparare, che colpirà anche i cuori dei più scettici.

INGREDIENTI

1 tazza di farina semintegrale di tipo 2

1 tazza di farina di riso integrale

2 C di olio di mais

1 pizzico di sale m.i.

1 C di lievito di birra in granuli

1 vasetto di marmellata senza zuccheri

½ tazza di uva sultanina

½ tazza di riso integrale cotto

2 C di cocco rapé

1 c di malto

1 C di acqua ai fiori d’arancio

 

PREPARAZIONE

Sciogliete il lievito in una tazza d’acqua con il sale. Lavorate le farine e l’olio con le mani facendo assorbire bene, unite il lievito e un po’ d’acqua tiepida e lavorate ancora fino ad ottenere un impasto morbido e consistente. Lasciate riposare. Lasciate da parte una piccola quantità di pasta che servirà per creare i cuoricini.
Stendete il resto dell’impasto con il mattarello fino ad ottenere uno strato sottile, foderate una teglia ricoperta con carta da forno, pressate i bordi con una forchetta, coprite con un panno di cotone e fate riposare per un’ora circa.

Frullate la marmellata con il riso, l’uvetta e l’acqua di fiori d’arancio. Quando la pasta sarà lievitata, aggiungete la crema ottenuta, decorate con i cuoricini ottenuti con lo stampino e infornate a 180 gradi per 40 minuti.

Quando è cotta spennellate i bordi e i cuoricini con il malto sciolto in poche gocce d’acqua e spolverate la superficie con il cocco.

 

Ricetta di Monica Grossi

Monica Grossi

Monica Grossi

53 anni, sposata da 30, una figlia di 25 anni ed un impiego part-time di tipo amministrativo. Ha scoperto di avere un cancro al seno all’età di 44 anni. “Grazie” a questo intruso, navigando su internet alla continua ricerca di informazioni riguardanti la malattia, ha scoperto l’esistenza del progetto Diana 5, alla quale aderisce dalla fine del 2009. L’obiettivo del progetto Diana l’ha incuriosita sin da subito per la speranza di evitare recidive.
Le è sempre piaciuto cucinare piatti particolari e quelli proposti in Cascina hanno stuzzicato in lei la sua passione per una cucina”alternativa”. Da qui la ricerca dell’estetica del piatto e la convinzione sempre più forte che una portata presentata bene appaga e soddisfa maggiormente la nostra fame.
Monica Grossi

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